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ASTRAzioni 2005

 

Con il Patrocinio, il contributo e la collaborazione del Comune di Cesenatico - Assessorato alla Cultura e dell'Associazione Antiquascom

 

20 aprile ore 21

LA GRANDE SEDUZIONE
di Jean-François Pouliot

introduce

Giacomo Manzoli (Storia del Cinema- DAMS - Bologna)

 

27 aprile ore 21

PREFERISCO IL RUMORE DEL MARE
di Mimmo Calopresti

introduce

Veronica Innocenti (semiotica dei media - DAMS - Bologna)

 

 

LA GRANDE SEDUZIONE

di Jean-François Pouliot (Canada 2003 - 110 minuti)

TRAMA
Saint-Marie-La-Mauderne è un piccolo villaggio di pescatori che da anni vivono con il sostegno del governo a causa delle poche opportunità di lavoro. L'impianto di una nuova fabbrica potrebbe finalmente riportare la speranza di nuovi impieghi, ma perché questo si realizzi hanno bisogno di un medico che si trasferisca nel villaggio. L'occasione si presenta quando un giovane dottore decide di passare le vacanze a Saint-Marie-La-Mauderne, così tutti gli abitanti si mobilitano per riuscire a 'sedurre' il medico e convincerlo che il loro paese è il miglior posto del mondo...

CRITICA
"'La grande seduzione', vivace commedia di Jean-François Pouliot vede un giovane chirurgo estetico tutto coca e modernità prima adattarsi suo malgrado alle asprezze dell'isola. Poi innamorarsi, come dubitarne, non della vita semplice ma della schietta furbizia dei locali. Che per mesi si sono finti giocatori di cricket, hanno cucinato i suoi piatti preferiti e intercettato ogni sua telefonata, comprese quelle sexy (a loro oscure) con la fidanzata. Nulla di nuovo, certo, ma gli attori sono intonatissimi, il copione vivace, il tono parafiabesco azzeccato. E la ragazza più bella dell'isola, così atipica e selvatica, giustifica qualsiasi sbandata." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 aprile 2004)
"Primo lungometraggio di un antico assistente di Sergio Leone, poi affermato regista pubblicitario, 'La grande seduzione' è un film nostalgico, traversato da una sana cinefilia, dotato di trovate a ripetizione e fitto di dialoghi brillanti. Tutto quel che serve per realizzare una buona commedia, insomma: ma con, in più, un supplemento d'anima che non è merce corrente nel genere. Il modo in cui Pouliot e il suo sceneggiatore, Ken Scott, si prendono gioco dei luoghi comuni culturali è spiritoso; gli attori irreprensibili, dai protagonisti fino all'ultima delle comparse." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 9 aprile 2004)

 

 

PREFERISCO IL RUMORE DEL MARE
di Mimmo Calopresti (Italia 2000 - 90 minuti)

TRAMA
Rosario è un ragazzo calabrese povero, padre in carcere e madre vittima di una faida. Matteo è un ragazzo ricco e viziato, suo padre è un calabrese che ha fatto fortuna a Torino e che, con l'appoggio dell'amico prete don Lorenzo, decide di far venire Rosario al nord per aiutarlo. Infine Rosario deciderà di rifiutare questa mano tesa per far ritorno alle contraddizioni e alla durezza della sua terra. Tornato a Torino dopo una vacanza nella natia Calabria, Luigi, affermato dirigente d'azienda, non riesce a togliersi dalla mente Rosario, un ragazzo conosciuto al cimitero del paese: sepolta c'è la madre, vittima di una faida, mentre il padre è in carcere. Rosario, quindici anni, è silenzioso, composto, scontroso, solitario. Luigi, separato dalla moglie, ha un figlio coetaneo, Matteo, che, all'opposto, è svogliato, dispersivo, inconcludente e sfoga la sua insoddisfazione dipingendo e ascoltando musica. Luigi si rivolge a don Lorenzo, un sacerdote che in città manda avanti una comunità per giovani disagiati e, con il suo aiuto, fa arrivare Rosario a Torino. Qui il ragazzo, che ha un forte sentimento religioso, entra nella vita della comunità, lavora in biblioteca, serve la Messa. Luigi fa incontrare Rosario e Matteo. Tra i due c'è all'inizio una inevitabile distanza. Quando qualche confidenza comincia a farsi avanti, alcuni episodi relativi a piccoli furti scavano profonde incomprensioni. Luigi (che non riesce a gestire il rapporto d'affetto con l'amica Serena) fa di Rosario il bersaglio delle proprie difficoltà personali, lo accusa di abuso di fiducia, lo respinge. Quando arriva l'ultimo dell'anno, Rosario è in comunità con gli altri, Luigi è solo, Matteo va ad una festa ma quasi subito esce. Tornato a casa, avverte all'improvviso un vuoto che lo porta a tentare il suicidio. Telefona a Rosario che arriva in tempo, proprio poco prima dell'ingresso in casa anche di Luigi che soccorre il figlio e scaccia a male parole l'altro. Per Rosario è troppo. Chiama don Lorenzo per dirgli che sta per tornare in Calabria. Don Lorenzo parte con lui per fargli cambiare idea ma, una volta arrivati, Lorenzo dice "Preferisco il rumore del mare".

CRITICA
"Complesso e affascinante, il film ha un interprete davvero ammirevole in Silvio Orlando e sa raccontare i problemi degli italiani attraverso i personaggi". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 28 aprile 2000)
"Amaro dramma sociale del misurato e sensibile Mimmo Calopresti, che ha il vizio di voler apparire sempre nei propri film, ma, ahilui, a differenza di Hitchcock si ritaglia ruoli fastidiosamente prolissi. Un film dove si parla fino allo sfinimento, succede poco e non si capisce tutto. Il poetico titolo è carino, ma fa venire voglia di andare in montagna ". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 18 luglio 2003)

 

Ultimo aggiornamento (Domenica 06 Giugno 2010 09:07)